Malattia, demenza, invalidità, isolamento, disadattamento, emarginazione. Nelle società occidentali, sono queste le parole che la mente associa alla terza età. Oggi sempre più persone raggiungono questa fascia di età grazie alla medicina che, nell’ultimo secolo, ha contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita. Ma ha veramente un senso passare gli ultimi 20/30 anni della nostra esistenza imbottendosi di farmaci, passando un giorno si e l’altro pure dal medico di base, sentirsi sempre doloranti, inutili alla società e bisognosi di cure e assistenza continua?

Siamo veramente condannati a diventare dei relitti umani adagiati in un letto d’ospedale, pronti a morire da un giorno all’altro, gettando i nostri familiari e persone che ci vogliono bene in uno stato di infinito dispiacere e tristezza?

Dobbiamo sempre dire di no ai nipoti che ci chiedono di giocare perché siamo bloccati dall’osteoporosi e artrosi, incapaci di raccogliere un oggetto e persino di deambulare?

L’età massima che possiamo raggiungere è geneticamente determinata. In un caso in Francia sono stati raggiunti i 122 anni e la scienza stima che l’età massima assoluta sia di 125 anni. Non possiamo vivere per sempre e la morte fa parte del ciclo della vita.

Ma possiamo vivere fino alla fine dei nostri giorni in perfetta salute e soprattutto indipendenti.

La terza età è l’ultimo periodo della vita che non ha un inizio preciso ma noi, per comodità, partiremo dai 45 anni ovvero l’età media da cui inizia il processo di decadimento fisico.

Ebbene, questo processo tanto odiato e difficilmente accettato può essere rallentato notevolmente e a volte addirittura invertito. Come? Modificando il vostro stile di vita.

Qui la genetica non è decisiva. Anche se i vostri geni sono perfetti ma condurrete uno stile di vita scellerato, vivrete meno a lungo e soprattutto meno in salute di chi è meno fortunato in quanto a geni ma condurrà uno stile di vita quasi perfetto.

Lo stile di vita influenza moltissimo l’espressione del nostro DNA. I geni non agiscono mai da soli ma si esprimono sempre interagendo con l’ambiente che ci circonda e dal momento che il nostro DNA non cambia velocemente (si parla di decine di migliaia di anni) ma l’ambiente si, ecco spiegato il perché diventa decisivo agire su quest’ultimo.

MODIFICARE LO STILE DI VITA: L’ELISIR DI LUNGA VITA
Quando parliamo di cambio di stile di vita in direzione della promozione della salute incontriamo un problema di fondo non indifferente. Che vuol dire “stile di vita sano”?

Qui si apre un mondo pieno di bugie, un mondo di ladri, di ipocriti e terreno di profitto dell’industrie alimentari. Qui nasce il settore economico del fitness, con le loro invenzioni fantascientifiche, le tutine fosforescenti ridicole e molti altri prodotti inutili. Qui nascono le mode low-fat, low-carb, il latte senza lattosio, il pane senza farina, i prodotti zero zucchero, le bevande light e ora anche quelle con metà zucchero (non facciamo nomi) e tante altre invenzioni da vendere. Qui nascono “discipline sportive” con eventi e manifestazioni annesse, pratiche alquanto inutili e deleterie che purtroppo coinvolgono milioni di persone in tutto il mondo.

C’è molta confusione e nessuno sa bene ancora che cosa vuol dire “stile di vita sano” o forse semplicemente non conviene saperlo.

Data la mancanza di linee guida generali a riguardo, abbiamo fatto un passo indietro calandoci nella storia evolutiva del genere umano e abbiamo studiato lo stile di vita che abbiamo condotto da circa 3 milioni di anni, periodo in cui comparve il genere umano con la specie dell’homo habilis, fino a circa 10.000 anni fa, periodo dell’inizio della rivoluzione agricola.

Se siamo sopravvissuti alla selezione naturale fino ad oggi, qualcosa di buono l’avremmo, no?

Il nostro stile di vita era prettamente quello del cacciatore-raccoglitore. Praticamente per milioni di anni non abbiamo fatto altro che andare a zonzo tutto il giorno in cerca di cibo. Le malattie cronico degenerative erano sconosciute all’uomo cacciatore-raccoglitore al contrario dell’agricoltore. La terza età era un periodo felice, in cui si raggiungeva la saggezza sempre restando indipendenti fisicamente e in salute. E se anche voi pensate che si moriva a 40 anni, vi sbagliate. Sono stati ritrovati scheletri e resti umani di anziani di 70-80 anni, appartenenti al periodo pre-agricoltura, senza segni di artrosi, osteoporosi e altre malattie cronico degenerative. Ovviamente quando sentite la storia che si moriva intorno ai 35 anni, quei dati si riferiscono all’età media. C’erano molte morti infantili e premature (causate da infezioni, traumi, animali velenosi, attacchi di animali selvaggi, guerre tra tribù rivali) e pochi arrivavano alla terza età ma quei pochi che la raggiungevano restavano in salute e completamente autosufficienti.

Pensate che tutt’oggi al mondo ci sono oltre 200 popolazioni che vivono secondo lo stile di caccia e raccolta e gli anziani appartenenti a queste tribù non mostrano segni di diabete, obesità, osteoporosi, artrosi, malattie neurodegenerative e altre malattie croniche. Molto osservati sono gli Hazda in Tanzania e gli Ache in Paraguay.

Inoltre, sempre rimanendo nel mondo animale, avete mai visto un leone con l’osteoporosi? Un bisonte demente, una tigre obesa o una giraffa con la sclerosi multipla? NO!

Avete mai visto un cane con l’artrosi o un gatto diabetico? SI! Anche gli animali domestici sviluppano le malattie cronico-degenerative come noi umani. Ovvio: castrati, costretti a mangiare croccantini e a passare il tempo sul divano, si ammalano anche loro perché non è quello lo stile di vita per cui sono fatti.

Ed è esattamente questo il problema. Non ci siamo adattati a questo nuovo stile di vita post agricoltura e il nostro DNA impazzisce, generando fenotipi malati e tenuti in vita solo dai comfort che abbiamo riducendo la terza età a un periodo miserabile di tortura e sofferenza.

COSTRUIRE LE BASI PER UNA FELICE TERZA ETÁ
Quando bisogna agire e modificare lo stile di vita? Meglio tardi che mai. Siete sempre in tempo per cambiare ma non si dovrebbe aspettare troppo tempo. Non parliamo di miracoli bensi di prevenzione.

Le fondamenta per una terza età in salute vanno gettate nei primi 45 anni di vita, sin dai primissimi giorni di infanzia caratterizzate da fasi di adattamento permanente. Non tenete i vostri figli davanti al televisore a ingozzarsi di popcorn e dolci. Bambini attivi fisicamente avranno da adulti una massa muscolare e ossea maggiore di bambini sedentari e tenuti all’ingrasso. Analogamente i primi avranno meno cellule adipose e quindi minore capacità di immagazzinare grasso sottocutaneo e viscerale dei secondi.

Sviluppare forza, massa muscolare e massa ossea deve essere la vostra priorità fino ai 45 anni di vita per poi custodire questo bottino gelosamente in terza età. Dovete mantenere in vita il vostro apparato muscolo-scheletrico perché è grazie ad esso che vi muovete ed il movimento è vita. Una volta che perderete la capacita di muovervi la vostra macchina corpo si arrugginisce, si ingolfa ed infine muore. E’ un semplice concetto in fisiologia: SE NON LO USI LO PERDI. E cosi se non usate piu il vostro corpo, le articolazioni si fonderanno creando artrosi ovunque, le ossa si indeboliranno dando origine all’osteoporosi e i muscoli si atrofizzeranno. Esattamente la stessa cosa che accade agli astronauti dopo che tornano dalle missioni spaziali: le ossa, senza dover reggere il peso del corpo, possono ridursi fino al 2% ogni mese dove la forza di gravità assente e i muscoli atrofizzarsi di conseguenza.

La soluzione è adottare uno stile di vita che ricalca quello dei nostri progenitori. Attività fisica e nutrizione ancestrale il tutto seguito dal controllo degli agenti stressanti e da un buon riposo. E per attività fisica intendiamo PESI, e soprattutto PESANTI perché è l’unico tipo di attività che rinforza ossa e muscoli proteggendoli dagli attacchi del tempo. Per nutrizione ancestrale intendiamo introduzione di cibo specie-specifico, integratori alimentari mirati e strategie nutrizionali antiaging, come il controllo della glicemia, della produzione di insulina e della relativa glicazione proteica, il controllo dell’omocisteina e dell’infiammazione cronica.

Lasciate perdere le storie che i pesi fanno male e bloccano la crescita. Bugie!

Non date retta alle piramidi alimentari e lasciate perdere la storia che dobbiamo mangiare un po’ di tutto. Ancora bugie su bugie!

Venite ad allenarvi con noi ed invecchiare non sarai mai stato così piacevole