Durante i miei studi sono sempre stato affascinato dalla vitamina C, sia per i suoi effetti sulla fisiologia umana sia per la sua storia di continuo conflitto con la medicina tradizionale. Ed è proprio dalla storia di questa straordinaria molecola che inizieremo il nostro viaggio, dando al lettore un’informazione indipendente e libera da ogni tipo di conflitto di interesse.

UN PO’ DI STORIA

Il tema vitamina C, chimicamente denominata acido ascorbico, nasce in un epoca molto lontana, milioni di anni fa quando i nostri progenitori primati, lungo il nostro albero genealogico, smisero di produrla. Siamo tra i rarissimi animali infatti, insieme ad altri primati, ai porcellini d’India e a poche specie di pipistrelli frugivori che abbiamo perso il gene per l’enzima L-gulono-gamma-lactone ossidasi, enzima richiesto nell’ultimo step per la sintesi dell’ascorbato.

Durante il corso dell’evoluzione umana, il gene responsabile per questo enzima di vitale importanza subì innumerevoli mutazioni fino a smettere di funzionare [1].

Secondo alcune ipotesi perché essendo primati che consumavamo enormi quantità di frutta con enormi quantità di vitamina C, la necessità di produrla autonomamente cessò.

La vitamina C divenne di vitale importanza e da allora siamo sottoposti a carenza cronica che determinò l’estinzione di molte specie, tra cui si ipotizza i famosi Neanderthal i quali si cibavano di sola carne.

Ovviamente eravamo inconsapevoli di questa carenza e non conoscevamo minimamente tale molecola e i suoi effetti sulla nostra fisiologia fino a quando l’Homo Sapiens si accorse che senza consumare frutta si moriva di una terribile malattia, lo scorbuto. Il primo incontro con lo scorbuto avvenne nell’antico Egitto intorno al 1500 a.C. ma dobbiamo attendere i viaggi per mare degli esploratori dal 1500 al 1800, per giungere alle prime considerazioni mediche del tutto casuali.

La famosa circumnavigazione del globo terrestre nel 1520, che vide come protagonista Ferdinando Magellano, si concluse con l’80% dell’equipaggio decimato dalla presunta malattia. In mare per diversi mesi, e senza tecniche di conservazione era impossibile caricare frutta e verdura come provviste.

Dopo circa un mese senza apporto di vitamina C, i marinai manifestavano i brutali sintomi dello scorbuto come emorragie diffuse, caduta dei denti e gengive sanguinanti dovuti alla disgregazione della proteine che compone la matrice dei tessuti umani, il collagene, la cui sintesi dipende appunto dalla vitamina C.

In molti libri e diari di bordo si descrivono questi poveri marinai, in agonia totale, cadere letteralmente a pezzi e sanguinare ovunque, in pratica perché le loro cellule non erano più tenute insieme dal collagene. La morte era inevitabile. Da allora si capì l’importanza dell’acido ascorbico, e le navi prima di intraprendere i viaggi venivano caricate con tè al cedro e al ritorno dai lunghi viaggi di esplorazione i marinai che venivano trattati con alimenti ricchi di vitamina C guarivano dallo scorbuto e tornavano in sesto.

I PRIMI STUDI SCIENTIFICI

Ma per studi più concreti sull’acido ascorbico e i suoi impieghi terapeutici dobbiamo attendere gli anni ‘30, ovvero l’epoca in cui il virus della poliomielite incomincio a diffondersi a macchi d’olio, uccidendo più di mezzo milione di persone nel mondo ogni anno.

Nel 1935, evidenze sperimentali dimostrarono che il virus della poliomielite veniva inattivato se combinato in vitro con piccole quantità di acido ascorbico e questo composto iniettato nelle scimmie rhesus non scatenava la malattia [2].

Sulla base di queste evidenze, gli studi sperimentali tra vitamina C e poliomielite continuarono e alla fine degli anni ’40, il medico americano di origine austrica, Frederik Klenner, scrive un articolo scientifico nel quale riferisce di 60 casi di poliomielite bulbare, trattati con Vitamina C ad alte dosi, somministrata in contemporanea per bocca, per via intramuscolare e per via endovenosa [3].

Lo scienziato afferma di essere in grado di curare la poliomielite bulbare in 96 ore, posto che la Vitamina C venga somministrata senza interruzioni ed al altissime dosi. I suoi risultati, seppure confermati da altri illustri colleghi, vennero del tutto ignorati, sebbene lo stesso Albert Sabin, che diventerà famoso per il vaccino orale anti-polio abbia usato la Vitamina C per trattare le scimmie in laboratorio.

L’EPOCA D’ORO DELL’ACIDO ASCORBICO

Ma fu negli anni ’70 che inizia l’epoca d’oro della vitamina C, prima con Irwin Stone e successivamente con Linus Pauling. Irwin Stone, con una serie di articoli scientifici e un libro, intitolato “The healing factor”, porta al mondo l’attenzione del problema dell'”ipoascorbemia”, ossia della carenza cronica di Vitamina C e le problematiche annesse [4-8].

Il biochimico americano, attraverso studi di fisiologia comparata, ovvero comparando la produzione di vitamina C di altri animali, scopri che il nostro fabbisogno di vitamina C non è affatto nell’ordine dei milligrammi, ma dei grammi al giorno.

Come spiegato precedentemente, l’uomo non è in grado di produrre la vitamina C e dato che con la sola dieta non è possibile raggiungere quantità nell’ordine dei grammi, tutti ci troviamo in una condizione di carenza subacuta di Vitamina C, che Irwin Stone definisce “scorbuto cronico subclinico”, ritenendolo il principale responsabile di tutte le malattie che affliggono la specie umana, da quelle cardiovascolari, al cancro [5,6,8].

 

LINUS PAULING E LE ALTE DOSI DI VITAMINA C

Con Linus Pauling, premio Nobel per la chimica e la pace (unico uomo al mondo premiato due volte con il Nobel) inizia un’altra era per l’acido ascorbico.

Pauling è il più fervente ed accanito sostenitore dell’impiego delle alte dosi della vitamina C per curare praticamente tutte le malattie, incluso il cancro [9,10].

Ed è proprio l’impiego delle mega dosi di vitamina C nella cura del cancro che diventa il tema principale della ricerca scientifica negli anni ’70.
Dal 1976 al 1978, insieme a Ewan Cameron, Pauling pubblica due articoli nei quali dimostra che 10 grammi al giorno di vitamina C, somministrati inizialmente per via endovenosa e successivamente per via orale, prolungano la sopravvivenza e migliorano la qualità della vita dei pazienti affetti da cancro in fase terminale [11,12].

Sempre Linus Pauling in uno dei suoi libri “Vitamin C and the common cold” (La vitamina C e il raffreddore), dimostra attraverso evidenze ed esperimenti scientifici come l’assunzione di dosi di vitamina C nell’ordine del grammo siano particolarmente efficaci nella prevenzione e trattamento del raffreddore comune [13].

Ma questo è un grave colpo inferto all’industria dei farmaci e nel caso specifico, a quella dei chemioterapici, ormai divenuti la terapia standard per il trattamento del cancro. Da questo momento come mai successo prima, la vitamina C verrà letteralmente diffamata e i suoi effetti miracolosi ignorati.

Due articoli successivi pubblicati sul The New England Journal of Medicine dagli oncologi Creagan e Mortel riportano un insuccesso clamoroso della vitamina C nel trattamento del cancro e i risultati vengono accettati in toto dalla comunità medica internazionale come prova definitiva nell’inefficacia della vitamina C di trattare il cancro [14,15].

Ovviamente gli studi sono “truccati” e Pauling lo fa notare agli autori. Nel primo studio vengono arruolati pazienti precedentemente sottoposti a trattamento chemioterapico nonostante Pauling avesse raccomandato di evitare questo tipo di pazienti, perché il loro sistema immunitario, compromesso dalla chemioterapia, non è più in grado di rispondere all’azione stimolante della Vitamina C [14].

Nel secondo studio, vengono arruolati solo pazienti affetti da cancro colon-rettale, mentre Cameron e Pauling avevano arruolato pazienti con diversi tipi di tumore. Inoltre, contrariamente alle procedure standard di sperimentazione clinica controllata, tutti i pazienti arruolati vengono informati sul trattamento al quale sarebbero stati sottoposti [15].

La conclusione di entrambe gli studi è che l’ascorbato di sodio (vitamina C a ph neutro) non è superiore al placebo e quindi inefficace nel trattamento del cancro.

Il sistema reagisce e Big Pharma si difende. Bastano solo due studi scientifici per distruggere anni di onesta ricerca scientifica e mettere a tacere definitivamente la questione vitamina C e i suoi effetti miracolosi per la salute.

VITAMINA C E CANCRO: L’EGEMONIA DI BIG PHARMA E’ IN PERICOLO

Ma dopo quasi 30 anni dalla pubblicazione degli studi di Creagan e Moertel, la vitamina C e i suoi effetti antitumorali si rifanno vivi, con degli studi in vitro che dimostrano inequivocabilmente la potenza devastante delle alte dosi di acido ascorbico nell’uccidere le cellule tumorali [16].

Da questo momento, i trials clinici volti a dimostrare l’efficacia della vitamina C si moltiplicano. Vengono condotti anche studi in vivo ma rimangono dei problemi, legati soprattutto alle modalità di somministrazione e ad alcuni aspetti che devono essere meglio indagati.

Big Pharma è in grave pericolo e si afferma sempre di più il principio secondo cui la Vitamina C ad alte dosi può essere impiegata, ma solo in associazione alla chemioterapia standard, portando comunque risultati sorprendenti [17].

Ma perché l’acido ascorbico alias vitamina C, nonostante le numerosissime evidenze scientifiche a suo favore, incontra sempre più ostacoli nell’uso come terapia preventiva, trattamento del cancro e di molte altre malattie?

La vitamina C in quanto molecola naturale, efficacissima nell’uccidere selettivamente le cellule tumorali senza effetti collaterali, è acquistabile a bassissimo costo e non è brevettabile, a differenza dei principi attivi degli infiniti farmaci e dei chemioterapici, questi ultimi altamente tossici, con costi spaventosi e soprattutto di dubbia efficacia.

Le aziende farmaceutiche non hanno e non avranno mai alcun interesse a promuovere una cura simile che non porta profitto e tanto meno a finanziare ricerche scientifiche per approfondire gli effetti dell’acido ascorbico.

La controversia sull’acido ascorbico rimane aperta fino al 2015 quando Science pubblica un articolo che dimostra che nei tumori del colon retto (quelli usati dagli oncologi Creagan e Moertle per valutare l’efficacia della Vitamina C) con mutazioni dei geni KRAS e BRAF, l’acido ascorbico somministrato a mega dosi distrugge selettivamente le sole cellule tumorali [18].

Linus Pauling aveva ragione ma, nonostante siano ormai ampiamente dimostrati gli effetti terapeutici miracolosi della vitamina C come terapia anticancro [19-31], non esistono studi sull’uomo a riguardo. Il sistema impone la chemioterapia come procedura di base standard e le infusioni di vitamina C possono solo essere terapia complementare.

Dobbiamo solo attendere che entrino in gioco fondi statali nel finanziamento delle ricerche a favore della vitamina C e l’approvazione dei comitati etici per poter sperimentare sui malati di cancro, per assistere a un punto di svolta nella cura dei tumori.

Ma penso sarebbe più facile, per assurdo, rendere brevettabile l’acido ascorbico in modo da catturare l’interessamento delle aziende farmaceutiche.

Tutti i medici la consigliano, specialmente in inverno quando i virus dell’influenza tornano prepotenti e tendiamo a consumare meno frutta e verdura. Fino a qui niente di male se non fosse per le RDA, ovvero le dosi giornaliere consigliate ridicole e se anche voi pensate che con un’arancia al giorno avete coperto il vostro fabbisogno di acido ascorbico, siete fuoristrada.

Le linee guida alimentari, i nutrizionisti e tutti i cosiddetti esperti del settore continuano a consigliarne dai 60 ai 110 milligrammi al giorno nonostante la letteratura scientifica ha ampliamente dimostrato che le dosi nell’ordine dei grammi sono necessarie per mantenere un buono stato di salute, prevenire a addirittura curare molti disturbi e malattie.

Facciamo un po’ di chiarezza. Le RDA di vitamine e minerali sono le dosi minime giornaliere per la sopravvivenza del nostro organismo e non per essere in buona salute. Nel caso della vitamina C, quei 60-110 milligrammi al giorno è la quantità necessaria per non morire di scorbuto.

Nonostante Irwin Stone e Linus Pauling, negli anni ’70, abbiano portato alla luce il problema dell’ipoascorbemia, ovvero la carenza cronica di Vitamina C con le problematiche annesse e abbiano dimostrato che il nostro fabbisogno di vitamina C è nell’ordine dei grammi, la comunità medica continua a consigliare un’arancia al giorno.

Mentre viene dato il via libera ai farmaci, l’importanza della vitamina C viene ignorata e le alte dosi sconsigliate perché potrebbero favorire calcoli renali e addirittura causare il cancro, nonostante non esistano studi che supportano queste ipotesi e la letteratura esistente affermi tutto il contrario.

IL RUOLO DELL’ACIDO ASCORBICO NELLA FISIOLOGIA UMANA

Come tutti i micronutrienti, la vitamina C è implicata in innumerevoli e importantissime funzioni fisiologiche. Le principali sono:

  • la biosintesi del collagene, proteina importantissima;
  • la sintesi della noradrenalina (neurotrasmettitore);
  • la sintesi della carnitina, essenziale per il trasferimento degli acidi grassi nei mitocondri per la produzione di energia;
  • la biosintesi degli acidi biliari;
  • l’attivazione dell’acido folico in acido tetraidrofolico (FH4), forma biologicamente attiva;
  • la biosintesi degli ormoni steroidei della corteccia surrenale; infatti, quando aumenta il bisogno ormonale nella corteccia si verifica una deplezione sia di colesterolo che di vitamina C;
  • l’assorbimento intestinale del ferro, il suo trasferimento dalla transferrina plasmatica alla fereritina tissutale e l’aumentata disponibilità intracellulare favorendo il legame ferro-ferritina e aumentando la stabilità del complesso stesso;
  • ridurre la tossicità di alcuni minerali (Ni, Pb, V, Cd, Se), che in forma ridotta vengono assorbiti più difficilmente o escreti più velocemente;
  • la riduzione di radicali liberi e altri potenti ossidanti, proteggendo la struttura del DNA, delle proteine e delle membrane dai danni che tali ossidanti potrebbero provocare;
  • la costituzione, insieme alla vitamina E, di un sistema di protezione contro il danno ossidativo provocato dai radicali liberi;
  • il potenziamento della funzione immunitaria. Infatti si è osservato sperimentalmente che la vitamina C è in grado di:
    • stimolare la produzione di interferoni, che proteggono le cellule dagli attacchi virali
    • stimolare la proliferazione dei neutrofili
    • proteggere le proteine dall’inattivazione da parte dei radicali liberi prodotti durante i processi ossidativi che si verificano nei neutrofili
    • stimolare la sintesi degli anticorpi delle classi IgG e IgM.

Da queste e molte altre funzioni non elencate possiamo capire come la vitamina C svolge un ruolo di vitale importanza nell’organismo umano. Non assumere abbastanza vitamina C e quindi seguire le linee guida alimentari dei 60-110 milligrammi al giorno, sta compromettendo la vostra salute.

Prendiamo solo in esame il ruolo che l’acido ascorbico svolge sulla sintesi del collagene, proteina equivalente al 33% del nostro peso corporeo e che nei vertebrati costituisce più del 50% di tutte le proteine dell’organismo. Arterie e vene, articolazioni, ossa e pelle, muscoli sono tutte strutture composte da collagene la cui carenza si traduce rispettivamente in ipertensione, ictus, infarto, aterosclerosi, artriti e artrosi, osteoporosi e rughe, sarcopenia.

Il collagene è ovunque e la sua mancanza determina un peggioramento della condizione fisica e mentale. I cosiddetti “acciacchi” dell’età non sono altro che la degradazione dei tessuti (causata in genere dai radicali liberi e cali ormonali) derivante da una sempre minore quantità di collagene a disposizione.

Altro punto cardine del ruolo della vitamina C è il potenziamento del sistema immunitario. Un sistema immunitario debole significa spalancare la porta a tutte le patologie portate da virus e batteri oltre che naturalmente a pericolosi funghi e infezioni.

La vitamina C quindi gioca un ruolo vitale nella prevenzione di quasi tutte le malattie.

Bisogna notare come tutti gli altri animali non vengono affetti da tutte queste malattie che colpiscono noi umani. E il caso vuole che tutti gli altri animali producono una media di 10 grammi di acido ascorbico al giorno (per 70kg di peso) e che la produzione di quest’ultimo aumenta in caso di infezioni, ferite ed esposizione a stress.

Inoltre, la Vitamina C è naturalmente anche il più potente tra tutti gli Antiossidanti.

Gli Anti-Ossidanti sono quelle molecole che bloccano i Radicali Liberi, che sono a loro volta molecole che ‘ossidano’ le cellule. Le cellule si ammalano, invecchiano e muoiono proprio a causa dell’ossidazione. Assumere con l’alimentazione una corretta quantità di Antiossidanti è da sempre di vitale importanza.

RACCOMANDAZIONI

La modalità d’assunzione della vitamina C è abbastanza particolare e bisogna sapere che ogni 3-4 ore il corpo umano la espelle attraverso le urine indipendentemente dalle quantità che abbiamo assunto (infatti un’ottima pratica per chi ha malattie alla vescica quali infiammazioni, cistiti e altre anche più gravi, è trattenere per un po’ l’urina, per permettere all’acido ascorbico di agire su di essa).

Questo significa che per mantenere alto il suo livello antiossidante e ottimizzarne i benefici, va assunta ogni 3-4 ore (particolarmente importante con malattie in corso).

Nella nostra esperienza abbiamo riscontrato notevoli benefici assumendone 500 o 1000 mg insieme ad ogni pasto per un totale che va dai 2 ai 4 grammi al giorno. ATTENZIONE: ci riferiamo sempre a SOGGETTI SANI, a SCOPO PREVENTIVO e per MANTENERE UN OTTIMALE FUNZIONAMENTO DELL’ORGANISMO.

Ovviamente se siamo in presenza di malattia con 2 grammi al giorno ci fate ben poco. Qui si parla di prevenzione e se avete letto la prima parte dell’articolo scordatevi che potete trattare il cancro semplicemente assumendo oralmente vitamina C.

A questo scopo sono necessarie elevatissime concentrazioni ematiche di acido ascorbico, impossibili da raggiungere se non pratiche mediche come infusioni dirette di ascorbato di potassio.

Infatti, di quei 2-4 grammi che assumerete oralmente nel circolo sanguigno ne arriverà inevitabilmente una porzione molto inferiore ma comunque sufficiente per mantenere un ottimo stato di salute e prevenire gli acciacchi del tempo.

Pensate a quei ridicoli 80 milligrammi di vitamina C che vengono da sempre consigliati. Sapete quanti ne arrivano effettivamente nel sangue e quindi nelle vostre cellule dove l’acido ascorbico svolgerebbe le sue preziose funzioni? Una quantità veramente irrisoria, inutile.

In caso di raffreddore, come lo stesso Linus Pauling suggerisce, assumetene 1 grammo ogni ora per 24 ore o regolate i dosaggi fino a tolleranza intestinale, ovvero quando avrete flautolenza e diarrea (unico effetto collaterale delle alte dosi di acido ascorbico che sparisce semplicemente riducendo le dosi). Ci riferiamo sempre a SOGGETTI SANI!

Consigliamo integratori di vitamina C con aggiunta di bioflavonoidi di agrumi o rosa canina mentre per le alte dosi consigliamo la polvere 100% di principio attivo per evitare di ingerire anche alte dosi di agglomeranti, stabilizzatori e quant’altro impiegati per la costruzione delle compresse.

Ci sarebbe molto altro da dire ma ci fermiamo qua per non annoiarvi e non andare troppo nello specifico in modo da rendere la lettura più o meno comprensibile a tutti.

Per il resto non esitare a contattarci

EVOplus – Lifestyle Revolution

REFERENZE

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2. Claus W. Jungeblut, m.d. Inactivation of poliomyelitis virus in vitro by crystalline vitamin c (ascorbic acid) From the department of bacteriology, college of physicians and surgeons, Columbia University, New York (received for publication, July 3, 1935)
3. Klenner FR. The treatment of poliomyelitis and other virus diseases with vitamin C. South Med Surg. 1949 Jul; 111(7):209-14. No abstract available. PMID: 18147027.
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