In pochi avrete sicuramente sentito parlare della sindrome dell’intestino gocciolante o Leaky Gut Symdrome è un termine di recente introduzione, di cui i medici troppo spesso non ne sono a conoscenza, ma importantissimo nella relazione tra dieta e malattia.

Questa pericolosa condizione potrebbe essere la causa e la risposta definitiva al vostro malessere laddove il vostro medico di base e le innumerevoli visite da specialisti di vario genere non hanno saputo rispondere se non giustificandosi con la solita frase: “è colpa dello stress”.

BARRIERA INTESTINALE PERMEABILE

L’intestino ha il compito principale di completare la digestione degli alimenti e di assorbire nel circolo sanguigno i nutrienti indispensabili al funzionamento del nostro organismo.

Oltre a questa nota funzione digerente, l’intestino rappresenta anche un importantissima linea di confine tra il mondo esterno e quello interno, una sorta di barriera a cui è affidato il compito di distinguere tutto ciò che è utile o innocuo da ciò che è pericoloso.

Un intestino in ottima salute deve infatti impedire a microrganismi patogeni, parassiti, tossine e antigeni alimentari di entrare nel circolo sanguigno al fine di evitare danni [1].

La funzione barriera dell’intestino è garantita dalla presenza di numerose linee difensive. Infatti, nell’intestino risiedono oltre i due terzi dell’intero sistema immunitario ed è dotato di un gran numero di stazioni linfonodali, antibiotici naturali e cellule che secernono muco in grado di intrappolare gli agenti patogeni che verranno espulsi attraverso le feci.

Inoltre il sistema immunitario tiene sotto stretta sorveglianza la flora batterica intestinale, costituita da microorganismi che competono con funghi e batteri patogeni per il nutrimento e i siti di adesione alla mucosa intestinale.

Ma il sistema difensivo più importante contro gli attacchi proveniente dal mondo esterno è rappresentato dalla mucosa intestinale o villi intestinali, numerosissime estroflessioni a forma di dita, importantissime per aumentare la superficie assorbente dell’organo, le cui sono a loro volta dotate di estroflessioni digitiformi chiamate microvilli [1]. Ed è proprio quando questa barriera diventa permeabile o “gocciolante” che siamo in guai seri.

In un intestino sano i villi intestinali sono tenuti insieme dalle giunzioni strette o “tight junctions” che svolgono un ruolo importantissimo nella regolazione del passaggio delle sostanze dal lume intestinale al flusso sanguigno [2,3].

Le giunzioni strette sono regolate dalla microflora intestinale, dallo stato di infiammazione e soprattutto dal cibo, che ne possono compromettere l’integrità rendendole di conseguenza permeabili [4-7].

Negli anni 2000, il dottor Fasano portò alla luce questo problema scoprendo che le giunzioni strette tra i villi intestinali sarebbero regolate dai livelli di una proteina, la zonulina.

Un eccessiva produzione di zonulina in seguito a sbalzi della microflora intestinale e infiammazione sistemica tende ad aprire queste giunzioni tra i villi intestinali favorendone la permeabilità [8].

L’epitelio intestinale rappresenta l’interfaccia più grande (più di 2.000.000 cm2) tra l’ambiente esterno e l’ambiente interno e la regolamentazione appropriata delle giunzioni intestinali da modulatori come la zonulina è essenziale per la funzionalità ed integrità intestinale. Le giunzioni strette impediscono il passaggio di agenti potenzialmente dannosi come batteri, virus, tossine, allergeni alimentari e macromolecole nel flusso sanguigno [8].

In un intestino permeabile, le giunzioni si dilatano e tutti questi agenti finiscono direttamente nella circolazione sanguigna portando a gravissime conseguenze come allergie alimentari, malattie autoimmuni, problemi di digestione e persino danni alla barriera emato-encefalica [9].

Tutto questo, a sua volta, favorisce un aumento di infiammazione e la conseguente iper-produzione di zonulina. Si innesca quindi un circolo vizioso che danneggerà sempre di più la barriera intestinale aumentando pericolosamente il rischio di sviluppare le complicazioni elencate precedentemente.

INTESTINO PERMEABILE E MALATTIE AUTOIMMUNI

La sindrome dell’intestino permeabile e la relativa elevata produzione di zonulina, sarebbe la causa comune di tutte le malattie autoimmuni [8]. Alla base dell’autoimmunità ci sarebbe il concetto del “mimetismo molecolare”, ovvero la strategia che usano gli agenti esterni (virus, batterio, fungo, parassita ma anche lectine, glutine, saponine, caseine contenenti in alcuni cibi), per sfuggire agli attacchi dell’organismo ospite.

Il concetto è molto semplice: il sistema immunitario, iper-stimolato da un intestino permeabile infiammato, va in confusione e invece di attaccare l’agente esterno (che modificando le sue strutture proteiche si rende irriconoscibile come agente patogeno all’ospite) attacca le cellule del nostro organismo.

In poche parole comprensibili a tutti, se entra un agente esterno che si mimetizza assumendo “sembianze” simili alla struttura proteica delle cellule nelle isole di Langherans nel pancreas, il sistema immunitario attaccherà le stesse, distruggendole e provocando il diabete di tipo 1.

Se entra un agente esterno che si mimetizza assumendo “sembianze” simili alle cellule del sistema nervoso centrale il sistema immunitario attaccherà queste ultime distruggendole e provocando sclerosi multipla. Il concetto di autoimmunità è brutalmente semplice: il sistema immunitario, che dovrebbe servire da protezione contro microorganismi patogeni, si riversa contro noi stessi attaccandoci e distruggendoci.

Negli anni 2000, Fasano osservò come in soggetti affetti dal morbo celiaco, una malattia autoimmune, le giunzioni strette sono molto aperte all’inizio della malattia predisponendo anche ad altre malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, la tiroidite di Hashimoto, epatite autoimmune e malattie del tessuto connettivo [8].

Sempre Fasano afferma che si potrebbe ipotizzare che l’apertura delle giunzioni strette indotta dalla zonulina, che si verifica durante la fase iniziale della malattia celiaca, permette l’ingresso di determinati allergeni nella sottomucosa intestinale, dove possono scatenare una risposta autoimmune.

Inoltre, Fasano ha osservato che la zonulina è presente anche in tessuti diversi dall’intestino e che la sua disregolazione potrebbe portare, oltre che a malattie autoimmuni e infiammazione, persino tumori maligni nei tessuti interessati [8,10].

Finora, di malattie autoimmuni e che sappiamo o sospettiamo manifestarsi con l’intestino permeabile sono decine. Tra queste ricordiamo: allergie [11], spondilite achilosante [12], stomatite aftosa [13], asma bronchiale [14], autismo [15], gastrite autoimmune [16], epatite autoimmune [17], colangite sclerosante primaria [17], sindrome di Behçet [18], celiachia [19], sindrome dell’affaticamento cronico [20], morbo di Chron [21], sindrome dell’intestino irritabile [21], retto colite ulcerosa [21], depressione [22], dermatite erpetiforme [23], diabete di tipo 1 [24], eczema [25], emicrania infantile [26], tiroidite di Hashimoto [27], nefropatie [28], colestasi intraepatica di gravidanza [29], artrite giovanile [30], lupus eritematoso [31], sclerosi multipla [32], pemfigo [33], cirrosi biliare primaria [34], psoriasi [35], artrite reumatoide [36], rosacea [37], schizofrenia [38], sclerosi sistemica [39].aborto spontaneo [40], orticaria [41], uveite [42], fibromialgia [43].

In conclusione, quasi la metà delle malattie autoimmuni si verificano con un intestino permeabile che potrebbe esserne la causa principale o una concausa. In mancanza di studi sulle restanti malattie autoimmuni possiamo solo ipotizzare che anch’esse abbiano alla base un problema di elevata permeabilità intestinale.

INTESTINO PERMEABILE, FEGATO E SISTEMA ENDOCRINO

Oltre alle malattie autoimmuni, la permeabilità intestinale ha ripercussioni importanti anche sul fegato e sul sistema endocrino. In condizioni normali, il fegato elabora tossine e i veri rifiuti metabolici giornalieri detossificando l’organismo.

In condizioni di permeabilità intestinale la quantità di tossine metaboliche e microbiche che entrano nel flusso sanguigno aumenta notevolmente. Il fegato potrebbe saturarsi ed essere incapace di smaltire queste sostanze tossiche che di conseguenza si riverseranno in massa nel flusso sanguigno.

Dal sangue, il sistema linfatico tenterà di raccogliere e neutralizzare le tossine, ma se il fegato è saturo e il sistema linfatico non riesce ad inviare altre tossine al fegato, il corpo diventa essenzialmente intossicato [44].

I microbi crescono e si sviluppano, quindi si può presentare una condizione di stasi linfatica cronica, specialmente nei bambini. Perseverando questo stato, le tossine saranno costrette nei tessuti connettivi, intorno ai muscoli e alle articolazioni, dove potrebbero causare dolori noti come fibromialgia [42], o nelle cellule, finendo per creare mutazioni genetiche (polimorfismi) e infine anche il cancro [10].

Inoltre, il continuo stato di infiammazione sistemica causato dall’aumentata permeabilità intestinale si traduce in uno stress cronico per il nostro organismo [45]. In queste circostanze le ghiandole surrenali sono costrette a fare gli straordinari e produrre l’ormone cortisolo (un potente anti infiammatorio naturale) in quantità maggiori per cercare di spegnere l’infiammazione.

L’iperproduzione di cortisolo potrà limitare i danni per un certo periodo di tempo ma sul lungo termine, una continua produzione di questo ormone porterà al collasso le ghiandole surrenali o “adrenal fatigue” (vedi l’articolo stress e cortisolo: legame indissolubile). Le surrenali non saranno più in grado di produrre cortisolo esponendoci pericolosamente a tutti i relativi danni e complicazioni (per saperne di più clicca qui).

CAUSE DELLA PERMEABILITA’ INTESTINALE

Le cause della permeabilità intestinale, come viene logico pensare, risiedono soprattutto in quello che ingeriamo ma anche nell’infiammazione e lo stress (stress causa infiammazione o viceversa). Per stress non si intende solo lo stress da lavoro, famiglia e vita quotidiana ma anche lo stress indotto dal cibo. Ebbene sì, la maggior parte di quello che troviamo nei supermercati non è commestibile all’uomo perché è cibo NON specie-specifico al quale il nostro organismo non si è adattato.

Quando ingeriamo del cibo NON specie-specifico, si creano dei processi essenzialmente infiammatori che innescano una condizione di stress e se l’ingestione di cibo NON specie-specifico è cronica anche lo stress diventa cronico. In particolare, i cibi processati e raffinati come lo zucchero, il cibo spazzatura favoriscono la permeabilità intestinale.

La combinazione di alte temperature nella conservazione alimentare industriale, e l’uso quotidiano di zucchero ha portato i ricercatori a studiare il contenuto dei prodotti finali avanzati di glicazione (AGE) e lipidi glicati (ALE) negli alimenti moderni al fine di studiare la loro possibile nocività. Una volta formatisi, gli AGE e gli ALE favorirebbero l’infiammazione sistemica, di conseguenza aumentando la permeabilità intestinale [4]. Secondo queste evidenze, il 90% dei prodotti venduti nei supermercati (cibi altamente processati) sarebbe tossico per il nostro intestino.

L’alcol non fa eccezione ed anch’esso è correlato all’aumento di permeabilità intestinale [5].

Anche l’uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei FANS (come la famosa aspirina che prendiamo al minimo accenno di mal di testa) è associato ad una elevata incidenza disturbi gastrointestinali, e vi sono prove sostanziali che indicano che l’uso cronico può alterare la funzione di barriera intestinale e causare danni significativi, tra cui ulcere, perforazioni, emorragie e un’esacerbazione di infiammazione intestinale [5].

Non solo il cibo spazzatura, lo zucchero e i FANS aumentano la permeabilità intestinale e sinceramente non li riteniamo neanche il problema più grande, perché di fatto nessuno li consiglia nella classica dieta “equilibrata e sana”.

Il problema più grande è rappresentato da tutti quei cibi che vengono consigliati dai “professionisti della nutrizione” in qualsiasi dieta e che nell’immaginario collettivo sono considerati sani e benefici per la nostra salute.

Quello che leggerete nel prossimo paragrafo sarà molto disturbante e metterà a dura prova il vostro ego e le convinzione che vi accompagnano da una vita.

CEREALI E LEGUMI: KILLER SILENZIOSI

I cereali, i legumi e alcune piante solanacee (pomodori e patate) contengono antinutrienti, composti alimentari che riducono l’assorbimento di altre sostanze nutritive, rappresentate principalmente da glicoproteine come gliadina, lectina e saponine [46].

Recentemente è stato scoperto che la gliadina, una proteina nel grano che compone il glutine [46], aumenta la permeabilità dell’intestino attraverso la produzione di zonulina negli enterociti intestinali [47].

Inoltre, la gliadina, che è resistente al calore e agli enzimi digestivi [46], è in grado di interagire con il tessuto linfoide associato all’intestino, stimolando il sistema immunitario in individui celiaci e non celiaci e probabilmente innescando condizioni di autoimmunità [48,49].

In poche parole, il glutine dei cereali, indipendentemente dalla predisposizione genetica alla celiachia, può aumentare la permeabilità intestinale e quindi provocare infiammazione cronica sistemica [47-50].

Infine il glutine è coinvolto in diverse malattie autoimmuni come la sclerosi multipla [51,52], il diabete di tipo 1 [53], la psoriasi [54], nefropatie e artrite reumatoide [46].

Il glutine non è il solo problema. Le lectine, proteine onnipresenti che si trovano nel regno vegetale, sono anchesse responsabili dell’aumentata permeabilità intestinale [47].

In modelli animali, le lectine di legumi e cereali perturbano la barriera intestinale e la funzione immunologica quando legano i glicani di superficie alle cellule epiteliali dell’intestino, causando disturbi cellulari e aumentando la permeabilità dell’intestino.

Possono anche facilitare la crescita di ceppi di batteri negativi, che potrebbero contribuire all’endotossinemia innescando conseguentemente un’infiammazione cronica di basso grado [55].

Le saponine possono aumentare la permeabilità intestinale nell’uomo e quindi anche l’endotossinemia e l’infiammazione cronica sistemica secondi processi ben noti [56-60].

Sono presenti in alcuni cereali, legumi, quillaja, soia, quinoa, germogli di alfa-alfa e piante solanacee come patate e pomodori verdi [56-60].

I cereali e i legumi, che tutti noi pensiamo siano così buoni e sani, sono invece dei killer spietati che agiscono silenziosamente. I problemi derivanti dal loro consumo possono insorgere anche dopo diversi mesi o addirittura anni con conseguenze anche gravissime come malattie autoimmuni.

Infatti, i cereali integrali sono più salutari, vero? Non c’è affermazione più errata di questa! E’ esattamento il contrario! I cereali integrali sono “migliori” solo dal punto di vista dell’indice glicemico perché contengono la buccia o crusca e quindi molte più fibre che modulano il rilascio dello zucchero nel sangue. Ma è proprio nella parte esterna (crusca) del cereale dove è contenuta la porzione maggiore di antinutrienti come lectine e saponine.

I cereali integrali sono in realtà veleno e amplificano in modo devastante la permeabilità intestinale [46].

Perché cereali e legumi contengono questi antinutrienti dannosissimi? Il motivo e logico e risiede nei meccanismi che i vegetali hanno per difendersi dai predatori. Mentre gli organismi animali per difendersi possono fuggire o combattere, le piante sono letteralmente piantate per terra e quindi nel corso della loro evoluzione hanno sviluppato i loro meccanismi di difesa: gli antinutrienti [46].

L’esempio più chiaro a tutti è quello di funghi o altre piante velenose. Se un predatore (come l’uomo) mangia una di queste piante ne paga il prezzo con la morte, come nel famoso film “Into the Wild”. La sua morte verrà presa d’esempio dai suoi simili e l’informazione che quella bacca o fungo NON deve essere mangiata verrà tramandato da generazione in generazione. Quel tipo di pianta, bacca o fungo non verrà più predata e di conseguenza prolifererà garantendo la sopravvivenza della sua specie.

Altri organismi vegetali invece, come gli alberi da frutto, hanno dei frutti appetitosi ma contenenti al loro interno un seme indigeribile. I predatori, mangiando il frutto distribuiranno il seme con le feci aumentando le possibilità di riproduzione e garantendo la sopravvivenza di tale pianta [46].

Gli antinutrienti come lectine e saponine uccidono parassiti o piccoli predatori come insetti ma non sono sufficienti ad uccidere un uomo del peso medio di 70 kg. Nell’uomo lectine e saponine possono legarsi alle cellule intestinali distruggendole e di conseguenza aumentandone la loro permeabilità [56-61].

POSSIBILE COLLEGAMENTO TRA LATTICINI E PERMEABILITA’ INTESTINALE

Recentemente uno studio condotto in Italia ha riscontrato un’associazione significativa tra il consumo di prodotti caseari fatti a mano e l’aumento della permeabilità intestinale che sfocia nella sindrome dell’intestino irritabile e morbo di Chron [62].

Il responsabile sarebbe un agente patogeno, il microbatterio Avium sottospecie Paratubercolosi, capace di provocare la malattia di Johne, un’infezione sistemica e un’infiammazione cronica dell’intestino spesso associata a neurite cronica con disregolazione del sistema immunitario, che può colpire molti animali, compresi i primati [63,64].

I ricercatori, esaminando campioni di biopsia intestinale, hanno trovato la presenza di questo batterio in ben 20 dei 23 soggetti (87%) affetti dal morbo di Chron e in 15 dei 20 soggetti (75%) affetti dalla sindrome dell’intestino irritabile [62].

Inoltre, non è stata rilevata alcuna associazione statisticamente significativa tra morbo di Chron/sindrome dell’intestino irritabile e predisposizione genetica, esposizione ad ambienti rurali, urbani e bestiame stando a significare che lo sviluppo delle patologie risiede solo nel consumo di prodotti caseari fatti a mano [62].

Interessante notare come in Sardegna, dove il consumo di prodotti caseari è altissimo, abbiamo anche un’altissima prevalenza di malattie autoimmuni e in particolare di diabete di tipo 1.

In Sardegna, l’incidenza di diabete tipo 1 in età pediatrica (0-14 anni) risulta decisamente più elevata delle altre regioni Italiane, secondo quanto emerge dal registro regionale, risultando pari a 44.8/100.000 soggetti/anno nel ventennio 1989-2009 con un incremento annuo del 2.12% [65,66].

La Sardegna, insieme alla Finlandia, ha il record mondiale di incidenza di diabete con oltre 50.000 persone affette dalla malattia e l’alto consumo di prodotti caseari è molto probabilmente una delle cause principali.

Alla base potrebbe esserci ancora una volta un problema di elevata permeabilità intestinale, come diversi studi suggeriscono [24,67,68].

COME CAPIRE SE L’INTESTINO E’ PERMEABILE E CONTROMISURE

La permeabilità intestinale è un problema di recente scoperta, di cui il vostro medico molto probabilmente non ne è ancora a conoscenza, che si presenta attraverso una vasta sintomatologia. Si potrebbe soffrire di stanchezza cronica, allergie e intolleranza alimentari, malattie autoimmuni, problemi digestivi, carenze nutrizionali, problemi alla pelle, insonnia, squilibri ormonali, alterazioni dell’umore e presenza di Candida Albicans.

Di conseguenza, data la mancanza di un quadro diagnostico preciso, moltissime persone ne sono affette senza neanche saperlo e nella maggior parte dei casi, i medici, confondendo i la sintomatologia della permeabilità intestinale, prescrivono farmaci che non andranno a risolvere niente creando ulteriori danni alla barriera intestinale e non solo. Comunque, esistono dei test da fare in caso dubitate della salute del vostro intestino.

Il metodo attuale e più diffuso per diagnosticare la permeabilità intestinale è il test del lattulosio/mannitolo. Il test è semplice da eseguire (occorre bere una soluzione zuccherina per poi esaminarla nelle urine) e ci consente di valutare la permeabilità della parete intestinale e la sua capacità funzionale di assorbimento osservando i livelli di lattulosio nelle urine.

Più dispendioso ma più affidabile è il test “Intestinal Antigenic Permeability Screen – Array 2” che consente di misurare gli anticorpi contro le endotossine batteriche (lipopolisaccaridi), le proteine delle giunture (occludina e zonulina) e il citoscheletro della cellula (actomiosina). Inoltre, identifica sia i percorsi transcellulari che paracellulari della penetrazione della barriera intestinale da parte di grandi molecole con capacità di mettere alla prova il sistema immunitario misurando di conseguenza la risposta immunitaria da permeabilità intestinale.

Senza dilungarci troppo, questi test sono validi ma potrebbero essere uno spreco di tempo e denaro. Se volete togliervi lo scrupolo potete farli ma in molti casi è sufficiente osservare i sintomi della permeabilità intestinale precedentemente elencati secondo la letteratura scientifica ed agire di conseguenza.

La strategia principale è adottare un protocollo di dieta autoimmune che prevede l’eliminazione in tronco di cereali, legumi, latticini, cibo spazzatura, prodotti industriali e in alcuni casi anche frutta a guscio, uova e piante solanacee.

Inoltre, alcuni integratori si sono rivelati efficaci contro la permeabilità intestinale.

La glutammina è attualmente il miglior integratore per combattere questo problema [69-76] e insieme ad altri aminoacidi come arginina e leucina sembra avere effetti ancora più promettenti [77-79].

Anche la curcumina si è rivelata un ottimo integratore contro la permeabilità intestinale per le sue proprietà anti infiammatorie e antiossidanti [4].

Queste strategie potrebbero non bastare. E’ necessario innanzitutto un cambiamento radicale dello stile di vita che dovrebbe comprende sana attività fisica, riposo, corretta alimentazione e integrazione alimentare, controllo degli agenti stressanti.

CONCLUSIONI

Come si diceva sempre, la salute viene proprio dall’intestino ed oggi questo è scientificamente provato.

Un intestino permeabile, perde la sua funzione di barriera tra il mondo esterno e il nostro ambiente interno, esponendoci a minacce che possono compromettere gravemente la salute come malattie autoimmuni, allergie, infiammazione, cattiva digestione, endotossinemia, fatica surrenale, complicazioni al fegato e persino tumori maligni.

Le cause, come abbiamo visto in precedenza, sono molteplici e potrebbero risiedere in abitudini quotidiane che diamo per scontato essere salutari ma non lo sono affatto. Inoltre, è interessante notare come i cibi post agricoltura sembrerebbero essere il problema maggiore, confermando ancora una volta la teoria del disaccordo evolutivo (https://evoplus.ch/il-disaccordo-evolutivo/).

Comunque, la condizione di permeabilità dell’intestino non va assolutamente presa alla leggera e agire immediatamente è d’obbligo anche se la prevenzione è sempre la scelta migliore. Prevenzione significa adottare uno stile di vita completamento diverso da quello odierno, rivoluzionando le abitudini che ci accompagnano da sempre. Prevenzione significa scegliere EVOplus.

EVOplus - Lifestyle Revolution

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