La colazione è il pasto migliore e non si potrebbe mai iniziare la giornata senza. Quante volte abbiamo sentito frasi di questo tipo? Quante volte al mattino i nostri genitori ci hanno legato alla sedia e costretto a mangiare biscotti, latte, fette biscottate, burro e marmellata?

Nutrizionisti, medici, televisione e spot pubblicitari ci persuadono ogni giorno di quanto fare la colazione sia importantissimo per mantenersi in ottima salute e che saltarla comprometterebbe la vostra performance mattutina e addirittura vi renderebbe sovrappeso e obesi.

Tuttavia, questo momento della nostra routine quotidiana per noi quasi scontato, non è sempre esistito nella nostra storia evolutiva. La cosiddetta “colazione dei campioni” non ha nessun fondamento scientifico, biologico e antropologico, ma solo socio-culturale ed economico.

In questo articolo distruggeremo il falso mito della colazione nel tentativo, come sempre, di dare al lettore un’informazione non viziata e libera da ogni sorta di conflitto di interesse.

ABITUDINI ALIMENTARI ED EVOLUZIONE UMANA

Da sempre c’è grandissima confusione tra la comunità medico-scientifica e lo studio della nostra evoluzione e in particolare dello stile di vita che ci ha accompagnato per milioni di anni, può mettere tutti d’accordo a riguardo di cosa è “giusto” e “sbagliato” in termini di salute. Quello che eravamo e abbiamo fatto per milioni di anni non può finire nel dimenticatoio e deve servire come punto di partenza da cui indirizzare la ricerca scientifica.

Partendo da questo presupposto, osserviamo che per la maggior parte dei suoi milioni di anni di storia evolutiva, l’uomo non ha mai mangiato tre o più volte al giorno e nel mondo molte popolazioni di cacciatori-raccoglitori assumono cibo solo una volta al giorno (e non per mancanza di disponibilità), MAI al mattino.

L’antropologo Richard Wrangham (docente di antropologia biologica all’ Università di Harvard, a Boston, Massachusetts negli USA), ha raccolto in tutto il mondo le testimonianze dei suoi colleghi riguardo le società dei cacciatori-raccoglitori sulla frequenza e il timing dei pasti nell’ arco della giornata. I risultati sono incredibilmente omogenei a qualsiasi latitudine [1]:

  • Inuit (Eschimesi), (Alaska, Canada): “L’ unico pasto cotto era quello della sera”. (Burch 1998, p.44) [2]

  • Tiwi (Australia): “Di solito almeno due o tre delle mie mogli a fine giornata tornano con qualcosa, e allora tutti possiamo mangiare” (Hart e Pilling 1960, p. 35) [3]

  • Aranda (Australia): “Il pasto principale si svolge generalmente verso sera, al ritorno della caccia e della raccolta del mana (cibo). Le donne si occupano di recuperare il combustibile” Schulze (1891) [4].

  • Siriono (Bolivia): “Il pasto principale ha sempre luogo nel tardo pomeriggio o la sera presto”, quando ogni nucleo familiare si cucina il proprio cibo (Holmeberg 1969, p.87) [5].

  • Andamani (Isole Andamane – Oceano Indiano): “Nel pomeriggio le donne fanno ritorno con quanto sono riuscite a trovare, poi arrivano anche gli uomini con le loro provviste. Il campo, a meno che la caccia sia stata infruttuosa, si anima per la preparazione del pasto serale, che è il più importante della giornata (…) La carne viene distribuita tra i membri della comunità e la donna di ogni famiglia a quel punto si accinge a cucinare la cena” (Radcliffe-Brown 1922, p. 38) [6]

  • Tlingit (Alaska-Canada): “Un tempo mangiavano solo due volte al giorno: al mattino subito dopo il risveglio (…) e la sera”. Quest’ultimo pasto era il pasto più sostanzioso (…) il cacciatore o il nomade non avrebbe mangiato se non quando fosse giunto sano e salvo al campo, o dopo aver portato a termine il lavoro della giornata” (Emmons 1991, p.140.) [7]

Fino a 10.000 anni fa, ovvero fino al periodo in cui vennero introdotti cereali, latticini e legumi in seguito alla rivoluzione agricola, l’uomo non ha mai fatto colazione e i pasti erano uno o al massimo due.

Al sorgere del sole ci svegliavamo per andare a caccia, si mangiava qualche frutto o bacca che si trovava durante il cammino e la sera, se la caccia fosse andata bene si faceva un grande pasto [1].

Fino a 2000 anni fa, i Romani facevano ancora solo due pasti, chiamati cena e prandium. Di solito la cena non era abbondante e solo in determinate circostanze si allargava e veniva chiamata convivium, oppure epulum in caso di banchetto rituale. Nella maggior parte dei casi, il romano durante la giornata e senza orari rituali mangia un pasto frugale, il prandium appunto, che in guerra (ma anche nella politica o in altre attività impegnative, cioè il labor) diventa anche l’unico della giornata.

Lo stesso filosofo e drammaturgo Seneca scrive che è orgoglioso di nutrirsi in viaggio soltanto con alcuni fichi secchi e che questa frugalità era considerata al tempo segno di saggezza, a patto però che tale semplicità sia poi riequilibrata ogni tanto da allegri festini conviviali: le cenae [8].

Solo appena 1000 anni fa venne introdotta la colazione per rompere il digiuno notturno (dall’inglese break = rompere e fast = digiuno). Ma non si tratta della colazione che noi tutti conosciamo con latte, fette biscottate, caffe, marmellate, pane e cioccolata bensì di uno spuntino frugale costituito principalmente dagli avanzi della cena. I pasti principali rimanevano sempre e comunque due con differenze di timing da paese a paese e scelta dei cibi secondo le varie culture e orari di lavoro [8].

E così fu fino alla fine del 1800 con l’avvento dei cereali a colazione…

UNA GENIALE TROVATA COMMERCIALE

Il boom della classica colazione con latte e cereali risale intorno al 1895 negli USA, quando i religiosissimi fratelli John e William Kellogg, avventisti del settimo giorno (un movimento religioso cristiano), decisero di creare un pasto mattutino in grado di inibire il desiderio sessuale e combattere la masturbazione.

Rispettivamente medico e amministratore delegato dell’Istituto di igiene mentale di Battle Creek, i fratelli Kellogg erano sostenitori dell’astinenza sessuale, e soprattutto John, il più religioso e seguace delle rigide regole dell’avventista Sylvester Grahm, predicava di evitare in ogni modo i cibi saporiti, dolci o piccanti, in quanto pericolosamente afrodisiaci.

Per seguire queste follie religiose, il cibo propinato dalla mensa dell’istituto era praticamente senza sapore e a base di cereali e legumi. La carne era categoricamente proibita in quanto ritenuta responsabile di tutti i mali e afrodisiaca [9].

Un giorno i due fratelli si distrassero e lasciarono un’infornata di cereali a raffreddare un po’ troppo a lungo tanto che diventarono raffermi. Gli sprechi non erano ammessi e i due si ingegnarono per dare lo stesso il pastone di grano ai degenti come previsto. Quindi lo pressarono, aspettandosi delle sfoglie e invece stranamente ottennero dei piccoli pezzi che tostarono e inzupparono nel latte per renderli più o meno commestibili.

Nacquero i famosi cornflakes che inaspettatamente vennero molto apprezzati tra i pazienti della clinica e William intuì che forse anche fuori dal sanatorio avrebbero potuto apprezzare la novità e decise di commercializzare i cereali.

Nel 1906 i fratelli, fondarono la Battle Creek Toasted Corn Flakes Company, diventata poi la Kellogg Company solo nel 1922.

William si scontrò presto col fratello perché aggiunse dello zucchero nella ricetta, considerato cibo del peccato secondo John il quale fece causa al fratello trascinandolo in tribunale. William vinse la causa e da allora lo zucchero divenne parte della ricetta.

Non sapendo in che momento della giornata far mangiare questo pappone agli americani, Kellogg scelse la mattina dove gli Americani facevano una colazione veloce e frugale. Segui una campagna pubblicitaria devastante costata milioni di dollari per convincere i cittadini americani di quanto sia importante iniziare la giornata con una ricca colazione che dava tanta energia (regalavano anche un libro degli animali per i bambini a chi compravo almeno due scatole di cereali).

Era tutto falso, senza nessuna base scientifica, ma il progetto dei Kellogg funzionò perfettamente e presto la compagnia guadagnò milioni di dollari. La Kellogg Company ampliò presto i suoi guadagni iniziando ad esportare i cereali da colazione anche in Europa e nel boom economico del dopo guerra approdarono sulle nostre tavole [10].

Il mondo subisce la prima globalizzazione proprio a causa della colazione e i pasti della giornata divennero tre: colazione, pranzo e cena. Oggi le aziende alimentari che producono prodotti da colazione sono cresciute esponenzialmente e questa assurda invenzione muove un giro d’affari di miliardi di dollari.

PERCHE’ LA COLAZIONE STA COMPROMETTENDO LA VOSTRA SALUTE

Per almeno 2.5 milioni di anni l’homo sapiens non ha mai fatto colazione e tutte le popolazioni che tuttora vivono di caccia e raccolta a qualsiasi latitudine del globo terrestre mangiano solo una volta al giorno, la sera [1]. Tale abitudine non è cambiata nemmeno durante 10.000 anni successivi all’introduzione dell’agricoltura e solo 300 anni fa, ancora l’80/90% della popolazione occidentale faceva solo due pasti giornalieri e quasi nessun pasto al mattino [8].

Secondo la teoria del disaccordo evolutivo (per saperne di più clicca qui), dal punto di vista genetico ci vogliono almeno 20.000-50.000 anni per effettuare cambiamenti sostanziali nel DNA umano [11]. Di conseguenza il nostro genoma, forgiato durante l’evoluzione, è ancora settato per fare uno o al massimo due pasti giornalieri e MAI al mattino.

Come è possibile quindi che il pasto al risveglio sia diventato fondamentale per l’uomo?

Se in 10.000 anni circa, dall’avvento della rivoluzione agricola, il nostro DNA non si è ancora adattato ai cibi post agricoltura come cereali, latticini e legumi (e da allora ne paghiamo le conseguenze con le malattie cronico degenerative sconosciute all’homo sapiens cacciatore-raccoglitore), come diavolo sia possibile che in neanche 100 anni ci saremo adattati ad un pasto mattutino mai esistito nella storia dell’evoluzione umana e al 90% dei casi fatto con cibi mai esistiti?

Tutto questo è assurdo e non c’è alcuna base biologica, fisiologica, antropologica, genetica, nulla di nulla ma solo un’invenzione dell’uomo moderno.

Come tutti potrebbero pensare, il perché l’uomo non avrebbe mai fatto colazione non dipende dalla mancata disponibilità di cibo al mattino bensì dal nostro orologio interno che scandisce i cosiddetti ritmi circadiani.

Parliamo di cronobiologia, ovvero la branca della biologia che studia i fenomeni periodici (ciclici) negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi giorno/notte. Una scienza troppe volte dimenticata dalla comunità medica che sempre più spesso ci vede come organismi distaccati dalla natura, commettendo a nostro avviso un grave errore perché è proprio alla natura che apparteniamo.

Da quando la Terra ruota attorno al proprio asse e intorno al sole, tutte le specie animali e vegetali, batteri e alghe compresi, sono influenzate dal ciclo giorno/notte e le relative variazioni di temperatura. La specie umana non fa eccezione e anche noi abbiamo sviluppato un orologio molecolare interno che scandisce dei ritmi circadiani di variazione dei parametri fisiologici che ci permettono di anticipare i cambiamenti di luce e temperatura, massimizzando le probabilità di riproduzione e quindi di sopravvivenza della specie [12].

Esempi di ritmi circadiani sono il ritmo sonno/veglia, i ritmi di secrezione degli ormoni (tra cui cortisolo, testosterone, insulina, ormone della crescita e molti altri), il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio come all’apparato digerente.

Prendiamo in considerazione l’attività dell’apparato digerente al mattino presto. La motilità intestinale risulta essere molto ridotta per aumentare progressivamente durante la giornata e diminuire nuovamente verso sera fino a fermarsi quasi completamente durante la notte. Questo spiegherebbe perché l’uomo non è pronto a ricevere cibo la mattina presto e durante le ore destinate al sonno.

Il classico panino alle 4 di notte al ritorno dalla discoteca come un abbondante colazione al risveglio sono abitudini da abbandonare nel rispetto dei ritmi circadiani. Non a caso, la maggior parte delle persone che salta la colazione dice non ha fame la mattina o che ha lo stomaco chiuso.

Analogamente la maggior parte dei bambini, i quali hanno un istinto innato e non sono stati ancora indottrinati dalle abitudini alimentari culturali, tendono sempre a fare capricci quando gli si impone di fare la colazione. Non hanno semplicemente fame, come è naturale che sia e non moriranno di certo se saltano la colazione anzi…se i vostri figli non vogliono mangiare la mattina non forzateli e cercate di prendere esempio da loro.

E’ stato ampliamente dimostrato come il disturbo dei ritmi circadiani possa compromettere lo stato di salute favorendo lo sviluppo delle malattie cronico degenerative [12].

In particolare, il disturbo del ritmo sonno/veglia, nei lavoratori che fanno turni notturni, è positivamente correlato allo sviluppo di malattie cardiovascolari, dislipidemie, obesità, depressione, malattie neurodegenerative, persino cancro e molto altro ancora [12].

Che cosa c’entra la colazione in tutto ciò? La colazione, specialmente se fatta con cibi ricchi di carboidrati ad alto indice glicemico (la classica “colazione dei campioni” con cereali, latte, marmellata, pane, biscotti, cornetto e cappuccino), sopprime letteralmente la naturale produzione di cortisolo mattutina e potrebbe contribuire, insieme ad altri fattori come lo stress cronico, a minacciare il ritmo sonno/veglia.

Il risultato è che vi sentirete stanchi la mattina, a causa dei picchi insulinici e della conseguente carenza di cortisolo, e attivi la sera. Il ritmo circadiano della produzione di cortisolo risulta invertito, basso al mattino e alto la sera, contribuendo a mandare in tilt il vostro intero orologio biologico con ripercussioni a cascata sulla produzione circadiana di tutti gli altri ormoni.

Questo disturbo colpisce sempre più frequentemente l’uomo moderno tanto che è stato classificato da diversi autori come una vera e propria sindrome [13].

Ci si imbottisce quindi di bevande stimolanti al mattino e la sera si bevono litri di camomilla con la speranza di prendere sonno. Il ritmo sonno/veglia sarà inevitabilmente compromesso con inevitabili conseguenze negative sulla salute aumentando vertiginosamente il rischio di sviluppare le malattie cronico degenerative sopra citate [12].

Saltare la colazione o mangiare qualcosa alla svelta come un uovo o della frutta, può aiutarvi a ristabilire i ritmi circadiani di cortisolo e regolarizzare di conseguenza il ritmo sonno/veglia scongiurando problemi di salute futuri.

SALTARE LA COLAZIONE RENDE OBESI? FALSO! PERCHE’ GLI STUDI SONO STATI MANIPOLATI!

Sicuramente quello che avete appena letto avrà suscitato delle critiche. “Gli studi scientifici dicono esattamente il contrario e cioè, che la colazione fa bene e saltarla aumenterebbe il rischio di diventare sovrappeso o addirittura obesi”.

Esistono effettivamente molte ricerche pubblicate secondo cui saltare la colazione aumenterebbe il rischio di obesità. L’ipotesi logica di questi studi o PEBO (proposed effect of breakfast on obesity) sarebbe: se non mangiamo la mattina, non solo non abbiamo abbastanza energia durante il giorno, ma poi mangiamo più di quanto dovremmo, ingerendo più calorie di quelle di cui abbiamo bisogno e, quindi, ingrassiamo.

Il meccanismo è plausibile, ma ben lontano dall’essere stato provato.

Gli studi a favore della colazione negli ultimi 30 anni, volontariamente o no, sono stati manipolati.

A provarlo è stato una metanalisi del 2013 pubblicata sul The American Journal of Clinical Nutrition, che ha revisionato moltissimi articoli sulla colazione inerenti il PEBO, dal 1994 al 2013.

“Vent’anni di studi falsati, pieni di errori metodologici e preconcetti e risorse economiche che potevano essere usate per condurre altri studi più obiettivi”, scrivono i ricercatori nelle discussioni dell’articolo intitolato: “Belief beyond the evidence: using the proposed effect of breakfast on obesity to show 2 practices that distort scientific evidence” [14].

Diversi fattori, intenzionali e non, influenzano le convinzioni al di là di quanto giustificato dalle prove scientifiche. Il RLPV (research lacking probative value) e il BRR (biased research reporting) sono i due fattori che, secondo i ricercatori dell’università dell’Alabama, hanno influenzato le ricerche a favore della colazione: tali studi infatti, mancano di valore probatorio e i rapporti di ricerca hanno dei pregiudizi e quindi risultano essere distorti [14].

In poche parole, revisionando decine di diversi studi, articoli, meta-analisi dal 1994 in poi che comproverebbero il PEBO, si è dimostrato che:

  1. Il PEBO è solo presunto e invece è quasi sempre indicato come vero nonostante prove ambigue;
  2. Il continuo ripetere dell’associazione tra prima colazione e l’obesità, è assolutamente gratuita; esistono numerosi studi non probativi nella letteratura PEBO.
  3.  Ci sono prove di un pregiudizio rispetto alla segnalazione della propria ricerca e quella altrui su questo argomento. Insomma, quando ci sono citazioni di altri studi si presumono conclusioni che magari quel dato studio non ha affatto confermato.

In pratica tutta la letterature attuale delle conoscenze scientifiche indica che il PEBO si presume solo che sia vero, senza prove valide. La maggioranza delle ricerche osservazionali sul PEBO ha arbitrariamente stabilito l’associazione, ma non il rapporto causale tra saltare la prima colazione e l’obesità.

MANIPOLAZIONE IN MALAFEDE O INCONSAPEVOLE? COLPA DELL’EFFETTO ALONE

Frequenti affermazioni sui benefici generali del consumo della prima colazione, più facilmente riassumibili come “la colazione è il pasto più importante della giornata”, potrebbero potenzialmente predisporre gli individui a conferire alla colazione altri attributi positivi a causa dell'”effetto alone”, cioè portandosi dietro l’effetto psicologico conseguente che i cibi utilizzati tradizionalmente al mattino siano considerati anche loro intrinsecamente buoni e sani [14].

Inoltre, l’esposizione ripetuta a RLPV può ulteriormente predisporre i ricercatori a credere specificamente nel PEBO a causa del “mero effetto di esposizione”: gli individui tendono a credere a qualcosa a cui sono stati ripetutamente esposti. Questa predisposizione può essere esacerbata se l’esposizione consiste in informazioni tendenziose che comunicano conclusioni più forti di quanto l’evidenza giustifichi, come mostrato nel BRR [14].

A loro volta, gli individui possono essere meno propensi a cercare o accettare informazioni contrarie ai loro preconcetti (errore sistematico di conferma) come modo per ridurre il disagio mentale associato a informazioni conflittuali (dissonanza cognitiva).

Un conseguente deposito mentale distorto di informazioni sarebbe coerente con il motivo per cui gli individui credono più fortemente in una presunzione di quanto l’evidenza esistente supporti oggettivamente [14].

Questo complesso meccanismo influenza da sempre la visione che abbiamo sulla colazione e peggio ancora ha influenzato i ricercatori che di conseguenza hanno condotto studi non oggettivi (peculiarità intrinseca della ricerca scientifica ovvero l’oggettività): errore gravissimo.

Ed è lo stesso meccanismo che viene usato per influenzare l’opinione pubblica: si ripete un messaggio (una bugia o una verità) infinite volte finché, entrando nella testa e nella coscienza collettiva, viene accettato e a sua volta diffuso come indiscutibile verità.
Ma chi sono i veri responsabili dell’effetto alone?

I ricercatori dell’Alabama University hanno identificato numerose dichiarazioni e raccomandazioni che incoraggiano le persone a mangiare la prima colazione diffondendo il messaggio che se si saltasse si rischierebbe di diventare obesi.

Queste raccomandazioni sono provenienti da icone popolari della salute, oppure da autorevoli informazioni sanitarie basate sul web e anche dal Surgeon General il portavoce di primo piano in materia di salute pubblica nel governo federale degli Stati Uniti. Non manca la Mayo Clinic con la citazione gratuita: “infatti, saltare la prima colazione aumenta il rischio di obesità”. Ancora la Discovery Health: “Assicuratevi di consumare una colazione sana entro le 9 del mattino, anche se significa mangiare una ciotola di farina d’avena mentre vi vestite e truccate”.

Altra testimonianza di questa situazione sono alcune affermazioni gratuite e completamente infondate su chi salta la prima colazione, come ad esempio, “dopo saccheggiano il distributore automatico “, oppure simposi a cura di enti come la Nutrition Society (la più grande società scientifica di nutrizione in Europa, operante anche negli USA) intitolati “La colazione aiuta a gestire peso corporeo? “ [14].

Se andiamo sul sito della Nutrition Society troviamo nel logo una spiga di grano…coincidenze?

Una grande azienda che produce latte, cereali o prodotti da colazione spesso non comunica direttamente che i loro prodotti fanno bene alla salute (perché sarebbe troppo sfacciato e poco credibile) ma si tiene sul vago organizzando, per esempio, simposi “scientifici” su come saltare il primo pasto della giornata possa portare all’obesità.

Ma la colazione non si fa con bistecche e broccoli bensì, quasi sempre, proprio con latticini e cereali, quindi per l’effetto alone positivo, il consumatore al livello psicologico associa il cappuccino e cornetto o lo scientificamente denominato “prodotto da forno” a qualcosa di assolutamente benefico per la salute.

In poche parole il sistema funziona così:

Le multinazionali del cibo cercano di vendere i loro prodotti non solo tramite la pubblicità ma anche finanziando la ricerca scientifica sui danni che provoca saltare la colazione e quindi creano un alone positivo sui propri prodotti.

Gli enti di ricerca statali, sempre a corto di soldi, non possono permettersi di rifiutare i finanziamenti.

Gli studi che vengono fuori normalmente convergono sul fatto che saltare la colazione aumenti il rischio di obesità.

Infine i risultati di questi studi vengono diffusi su quotidiani, telegiornali, internet e annunci pubblicitari. Risultato finale: l’opinione pubblica è convinta che la colazione sia “il miglior pasto della giornata”.

Mettiamoci poi che obiettivamente biscotti, cornetto e cappuccino sono buonissimi e creano forte dipendenza è l’alone positivo sulla colazione viene ulteriormente rafforzato.
E siamo tutti contenti cosi: le industrie alimentari fanno profitto, gli enti di ricerca hanno più liquidità, i mass media ricevono soldi dalla pubblicità, i consumatori ricevono rassicuranti messaggi nella propria area di comfort di quanto la loro bella tazza di latte con i cereali faccia bene alla salute.

Alla fine è più rassicurante una dolce bugia che una scomoda verità.

CONCLUSIONI

Analizzando la storia e l’evoluzione umana abbiamo scoperto che mangiare la mattina al risveglio è solo un’abitudine dell’uomo moderno. Non abbiamo mai mangiato tre o più volte al giorno e la tanto amata colazione è un pasto che diventò consuetudine da circa 100 anni, con i fratelli Kellogg che inventarono i cereali a fiocchi.

Da un punto di vista evolutivo, dato che per ottenere adattamenti sostanziali i nostri geni hanno bisogno di un periodo di esposizione che varia tra circa 20.000 e 50.000 anni a un determinato ambiente, siamo ancora settati per fare uno o al massimo due pasti giornalieri.

L’evoluzione umana che procede da oltre 2,5 milioni di anni, con la comparsa della prima specie Homo, e forgiò progressivamente il nostro DNA secondo cicli di abbondanza e carestia non ha mai conosciuto la colazione se non negli ultimi 100 anni.

Inoltre il famoso pasto al risveglio cozza pienamente con il ritmo circadiano della produzione di cortisolo che insieme ad altri fattori come lo stress cronico, manda in tilt il nostro orologio biologico alterando il ritmo sonno/veglia e favorendo lo sviluppo di malattie cronico degenerative.

“Ma la ricerca scientifica dimostrano che la colazione è fondamentale per rimanere in ottima salute e addirittura per diminuire il rischio di obesità”. FALSO!!! Gli studi scientifici degli ultimi 30 anni sono stati manipolati, volontariamente o no, dall’effetto alone e non è stata dimostrata alcuna correlazione che saltare la colazione fa ingrassare.

Come si può asserire che un pasto al risveglio sia diventato fondamentale per l’uomo (e che saltarlo aumenterebbe addirittura il rischio di obesità!!!) se lo facciamo solo dallo 0,004% della nostra storia evolutiva?

Come si può ancora sostenere questo, nonostante i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro, se è proprio negli ultimi 100 anni che stiamo assistendo a una vera e propria pandemia dell’obesità?

Non vogliamo dare opinioni personali, anche se in questo caso sarebbe più oggettivo che personale, ma lasceremo a voi ragionare su queste domande.

Ricapitolando: colazione sì o no?

Sicuramente abbandonate cibi lavorati, come cereali e latticini. Cercate di fare un pasto più sostanzioso la sera ma non subito prima di coricarvi e non avrete fame al mattino. In caso contrario, non diciamo che si deve digiunare fino al pranzo ma provate a mangiare delle uova, un po’ di noci o della frutta di stagione senza abbondare con le quantità.

Cercate di uscire dallo schema sociale colazione, pranzo, cena. Rispettate il vostro orologio biologico interno e mangiate veramente quando ne sentite il bisogno. Non morirete di fame e di stenti, state sereni.

Lasciate esprimere i vostri geni al meglio e otterrete risultati incredibili.

EVOplus - Lifestyle Revolution

REFERENZE

1. Richard Wrangham (2009) Catching Fire: How Cooking Made Us Human.
2. Burch, E. 1998. The Inupiaq Eskimo Nations of Northwest Alaska. Fairbanks: University of Alaska Press.
3. Hart, C. W. M., and A. R. Pilling. 1960. The Tiwi of North Australia. New York: Holt, Rinehart and Winston.
4. Schulze, L. G. 1891. “The Aborigines of the Upper and Middle Finke River: Their Habits and Customs, with Introductory Notes on the Physical and Natural-History Features of the Country.” Transactions and Proceedings and Reports of the Royal Society of South Australia 14:210-246.
5. Holmberg, A. R. 1969. Nomads of the Longbow: The Siriono of Eastern Bolivia. Garden City, NY: Natural History Press.
6. Radcliffe-Brown, A. 1922. The Andaman Islanders: A Study in Social Anthropology. Cambridge, UK: Cambridge University Press.
7. Emmons, G. T. 1991. The Tlingit Indians. Seattle: University of Washington Press.
8. “Storia dell’alimentazione”. J.-L. Flandrin e M.Montanari. Terza edizione 2003. Editori Laterza
9. https://it.wikipedia.org/wiki/Corn_flakes
10. “Arrivano i cornflakes!” – Weird.it
11. Macaulay, V, Richards, M, Hickey, E et al. The emerging tree of West Eurasian mtDNAs: a synthesis of control-region sequences and RFLPs. Am J Hum Genet. 1999; 64: 232–249.
12. Russel G. Foster & Leon Kreitzman. Circadian Rhythms – A very short introduction. Oxford University Press 2017.
13. Robb Wolf. The Paleo Solution. 2010
14. Andrew W Brown Michelle M Bohan Brown David B Allison. Belief beyond the evidence: using the proposed effect of breakfast on obesity to show 2 practices that distort scientific evidence. The American Journal of Clinical Nutrition, Volume 98, Issue 5, 1 November 2013, Pages 1298–1308, https://doi.org/10.3945/ajcn.113.064410.